Elogio della mente – da chi lavora col corpo

26 Aprile 2023

La mente umana ha una potenza inaudita. Sa creare nuovi mondi, mappare la realtà, comprendere, spiegare, programmare, processare informazioni, memorizzarle. Assistere al flusso di pensiero di una mente efficace è un’esperienza preziosa: un volo leggero, veloce, puntuale che porta a destinazioni nuove e lascia dietro alla sua scia quasi un senso di vuoto.

Questo strumento così tipicamente umano e potenzialmente eccellente finisce però spesso col funzionare in modalità distorta: si ingolfa, si inceppa, si annebbia, si riempie di rumore inutile. Lo invadono preoccupazioni e immagini di scenari disastrosi, idee confuse, considerazioni ininterrotte che bloccano decisioni, liste di cose da fare, giudizi, confronti. Un 𝙧𝙪𝙢𝙤𝙧𝙚 𝙞𝙣𝙘𝙚𝙨𝙨𝙖𝙣𝙩𝙚 che cattura la nostra attenzione e limita la nostra libertà di pensare.

A cosa dobbiamo questa disfatta? Come possiamo tornare ad avere una mente silenziosa ed efficace?
Se il rumore di sottofondo prende il sopravvento è solo perché la nostra testa è rimasta sola, separata dal resto del nostro corpo. Nell’illusione di darle tanto potere, l’abbiamo isolata dal sistema a cui appartiene, dalla ricchezza dell’esperienza a cui sarebbe naturalmente collegata.

𝐿𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑠𝑓𝑖𝑑𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑐ℎ𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑎𝑟𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒̀ 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑢𝑚𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 attraverso la capacità di espandere la propria attenzione a tutto il corpo: solo così sarà possibile percepire l’intensità della realtà e non la sua interpretazione.
Solo se siamo silenziosi mentre lavoriamo con le persone possiamo davvero percepirle e possiamo creare le condizioni perché anche la persona che stiamo toccando impari il 𝙨𝙞𝙡𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤. Solo quando la mente abita un corpo attento e connesso può pensare rapidamente, sapere cosa fare prima di saperlo, connettere, mappare, comunicare in modo preciso: solo quando le menti sono parti del corpo è possibile imparare davvero.